Sul Tatto equestre

   
 
  Il Gen. L’Hotte nelle sue Questioni Equestri definisce il tatto equestre come
 ”un sentimento tutto particolare che ha la proprietà di far discernere la natura, buona o cattiva, delle contrazioni del cavallo, e di far guida al senso della tempestività e della misura delle azioni dell’écuyer” – “questo sentimento, che il lavoro sviluppa, ma non potrebbe far nascere, è tanto necessario al cavaliere, quanto al pittore è indispensabile il senso del colore, al musicista il sentimento dell’armonia dei suoni”……

……“Ogni azione equestre, per ottenere l’effetto atteso, esige ciò che nessun scritto saprebbe dare: il senso dell’opportunità e della misura……Qualunque sia il metodo impiegato, i progressi saranno tanto più rapidi quanto più pronta sarà la repressione degli errori. E questa verrà fatta nel momento più opportuno, allorché il cavaliere, avvertito dal proprio tatto, saprà prevenire ogni falso movimento, modificando in tempo le contrazioni che danno la posizione che è all’origine del movimento”.

Il tatto equestre permette anche di riconoscere il più piccolo progresso manifestato dal cavallo e di poterlo ricompensare tempestivamente.

Per Nuno Oliveira,
 il tatto equestre è la facoltà di ricevere sensazioni fisiche e quindi di accordarsi o cambiarle; è la continua osservazione di piccolissimi cambiamenti, prossimi alla frazione di secondo; è quella qualità che permette al cavaliere di:
  • ricompensare il cavallo al più leggero cenno di obbedienza, tramite la discesa degli aiuti;
  • non superare mai le possibilità fisiche del cavallo, ossia saper valutare ciò che un cavallo è in condizioni di poter dare in quella fase di addestramento;
  • riuscire a predisporre tutte le condizioni per le quali un nuovo esercizio richiesto al cavallo diventi facile da eseguire;
  • sentire il momento e il modo di agire, con l’obiettivo di aiutarlo e non di forzarlo;
  • utilizzare con finezza gli aiuti;
  • arrivare a sentire, ad accompagnare e ad aiutare ogni passo, ogni movimento, ogni gesto del cavallo.

“Solo l’uomo che ama il cavallo, che lo comprende e che lo sente, può possedere il tatto equestre” (N. Oliveira)
 
 
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