Procedimenti

   
 
  Si tratta di mettere il cavallo in condizioni di muoversi nel confort, alla ricerca continua della decontrazione muscolare e del nuovo equilibrio cavallo-cavaliere e attraverso la leggerezza alla mano e alla gamba.

  1. STRETCHING che consenta di allungare e inarcare la linea superiore della colonna vertebrale, in modo che il cavallo possa muoversi in maniera equilibrata e sciolta anche con il peso del cavaliere. Il primo passo è quello di ottenere l’estensione dell’incollatura, che permette di tirare tutti i muscoli inseriti alla sua base ed in particolare quelli delle spalle e della schiena. Per arrotondare la schiena il cavallo deve poter allungare i muscoli superiori del collo ed avanzare la base dell’incollatura, condizione ben evidente nella dinamica del salto.
    Per ottenere l’estensione dell’incollatura occorre educare la bocca del cavallo a decontrarsi alla tensione delle redini e a rispondere andando a cercare il contatto lontano verso l’avanti. Poiché il cavallo per decontrarre la bocca non deve sentire dolore, la mano non deve mai tirare ma creare una tensione sulla commessura labiale, che si allenta nel  momento in cui per reazione il cavallo rilassa la mandibola e tende l’incollatura verso il basso.
    La decontrazione muscolare del cavallo parte dalla decontrazione della bocca. Attraverso la mobilità della mascella infatti il cavallo rilascia i muscoli del collo e per contagio i muscoli inseriti alla base dell’incollatura che si estendono al dorso e alle spalle. La leggerezza alla mano è un segno di decontrazione ed equilibrio: quando un cavallo si appoggia alla mano o vi si sottrae perde la decontrazione muscolare e perde equilibrio (ad es. aumenta la velocità e cade sulle spalle).

  2. Sviluppo di una pari FLESSIBILITÀ LATERALE, a destra e a sinistra, a partire dalla flessione dell’incollatura. La flessione dell’incollatura provoca l’allungamento dei muscoli esterni alla flessione che si trasmette per contagio ai muscoli inseriti alla sua base. La flessione da un lato inoltre trasferisce peso sulla spalla del lato opposto e permette al cavallo di entrare in equilibrio in una curva senza gettarsi al suo interno, con un ripartizione corretta del peso sulle spalle, che sono quelle che per prime iniziano il movimento
    “…è un principio naturale che in tutte le andature… la testa e le spalle del Cavallo debbano muoversi per prime…”  (La Guérinière)
    Con la ginnastica delle flessioni insegniamo al cavallo a raddrizzare l’incollatura e a riportare le spalle davanti alle anche, tramite il lavoro su una pista, disegnando linee curve e quando occorre utilizzando la controflessione. Insegniamo al cavallo ad adattare la sua colonna vertebrale alla curva che percorre: la flessione contiene la spalla interna e favorisce il gesto della spalla esterna che deve coprire più strada, il posteriore del lato convesso spinge e quello del lato concavo può entrare sotto la massa; il cavallo entra nel circolo senza cadere all’interno, ma prendendo equilibrio. Il cavallo diviene sempre più simmetrico e comincia ad avere un ritmo regolare delle andature. E’ possibile allora cominciare a mobilizzare le anche lateralmente con il lavoro su due piste (spalla in dentro, travers, renvers, appoggiata) e longitudinalmente con le transizioni più ravvicinate tra un’andatura e l’altra e con i passi indietro.

  3. RICERCA DELL’EQUILIBRIO. Poiché il baricentro cavallo-cavaliere è spostato verso le spalle, per equilibrarsi il cavallo ha bisogno di portare il peso verso le anche, e questo è possibile se si intraprende un lavoro che arrotonda la schiena del cavallo, porta i posteriori sotto la massa e libera le spalle, con la possibilità di avvicinare  sempre più le basi di appoggio (riunione).
    Il raggiungimento dell’equilibrio presuppone la leggerezza alla mano (decontrazione) e la leggerezza alla gamba (impulso):
    “un cavallo si dice in equilibrio quando si porta in avanti ad una leggera indicazione delle gambe, quando rallenta e si ferma ad una leggera richiesta della mano senza bisogno di azioni di forza. Più è facile lo spostamento nei due sensi tanto più l’equilibrio è perfetto.” (Licart)
     All’inizio il cavallo fatica a ristabilire il proprio equilibrio, poiché per portare il cavaliere deve adattare il treno posteriore a compiere uno sforzo supplementare. I due principali agenti di forza e di equilibrio sono incollatura e bacino: l’impegno delle anche e l’avanzamento e il rilevamento della base dell’incollatura sono solidali ad una disposizione equilibrata. Il lavoro di base per la ricerca della riunione quindi è sempre l’estensione dell’incollatura che se richiesta nel movimento in avanti porta all’elevazione della sua base (come nel movimento della basculla), condizione indispensabile per  la tensione del dorso e l’impegno dei posteriori. L’incollatura è il bilanciere del cavallo e il cavaliere deve educare il cavallo a servirsene per ristabilire il proprio equilibrio dinamico, sia sugli esercizi di salto sia nelle transizioni. Quando le molle del treno anteriore (testa e incollatura) si estendono in avanti rendono disponibile il gioco delle molle posteriori che distendendosi spingono in avanti (e in alto nel salto) la massa del cavallo.
    Dopo aver ottenuto un progressivo aumento dell’impegno dei posteriori che permetta al cavallo di sostenersi e aver ottenuto la giusta elasticità e decontrazione delle molle anteriori, potremo cominciare a chiedere un atteggiamento più rilevato dell’incollatura, senza rischiare che il cavallo porti la testa al vento o al contrario si incappucci, infossando in entrambi i casi la base dell’incollatura e perdendo così la tensione del dorso necessaria per il movimento di spinta. Rilevando l’incollatura e chiedendo il piego della nuca (ramener), si abbassano le anche, il baricentro si porta progressivamente verso il centro delle basi di appoggio.
    Quando il cavallo ad addestramento avanzato esegue un PIAFF corretto il treno anteriore e quello posteriore portano lo stesso peso e il cavallo ha acquisito una mobilità completa. La riunione è importante ovviamente anche per l’avvicinamento alla battuta del salto, poiché più il cavallo riuscirà a spostare il suo baricentro indietro(aumentando l’attività, senza accelerare o rallentando senza perdita di attività) maggiore sarà il suo equilibrio e la spinta per il superamento dell’ostacolo. Prima di arrivare alla riunione dovremo ginnasticare il bilanciere dell’incollatura ad estendersi nelle transizioni ascendenti e a rilevarsi nelle transizioni discendenti in modo che il posteriore possa spingere nelle prime e imparare a portare peso nelle seconde. Ginnasticheremo inoltre le anche ad abbassarsi alternativamente con il lavoro su due piste alle due mani (spalla in dentro, travers, renvers, appoggiata). Con la riunione si comincia ad avere cadenza nelle andature.
 
 
Contatti: Roberta Camoni -