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Principi e metodo
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- Rispettare la natura fisica e psicologica del cavallo
Significa avere nozioni di
anatomia, fisiologia, meccanica di locomozione, etologia, ecc., per
sapere come ginnasticare correttamente un cavallo, quali esercizi utili
richiedere, come riconoscere i difetti di conformazione ed eventuali
limiti fisici o motori, come rapportarsi con lui, quali
reazioni aspettarsi, come superare le difficoltà di
comunicazione.
- Utilizzare un linguaggio adeguato alla natura del cavallo,
che possa essere facilmente compreso ed appreso e che sia utilizzato
correttamente e coerentemente
Se il linguaggio che utilizziamo non è comprensibile, il
cavallo reagirà con la fuga o l’ansia. Non
potrà accettarci come “guida” e
sentirsi rilassato e disponibile in nostra presenza. Quando il cavallo
oppone resistenza alle nostre richieste vuol dire o che la nostra
richiesta è in quel momento eccessiva per le
capacità del cavallo o che
il cavallo non ha ancora capito cosa vogliamo probabilmente
perché la
nostra azione non è stata corretta o abbastanza chiara.
Talvolta
possiamo confondere una resistenza del cavallo con il suo bisogno
innato di giocare per prendere confidenza con le cose nuove che gli
insegniamo. Il cavallo ha bisogno di esplorare le regole e i limiti del
nuovo esercizio o della nuova idea del cavaliere. E’
importante
ricordarsi di correggere con fermezza ma sempre con
serenità,
ritornando alla dolcezza non appena il cavallo si concede alle nostre
richieste.
Nel lavoro alla longia il linguaggio degli aiuti si serve
della voce, della posizione del nostro corpo rispetto al cavallo, della
mano che conduce la testa del cavallo nella direzione desiderata, della
frusta. Nel lavoro in sella ci si serve degli aiuti di mano, gambe e
assetto assistiti all’inizio dell’addestramento da
voce e frustino.
Gli aiuti domandano, incoraggiano e concedono al cavallo di rispondere.
Il
cavaliere deve sapere utilizzare correttamente gli aiuti, applicarli
nei momenti opportuni, conoscere l’effetto di ogni azione
sulla
locomozione e sull’equilibrio del cavallo, cessare
l’aiuto non appena
ottenuta una risposta positiva. Gli aiuti devono diminuire di
intensità
e durata man mano che, con l’avanzare
dell’addestramento, il cavallo
risponde più prontamente. La leggerezza alla mano (segno di
decontrazione ed equilibrio) e la leggerezza alla gamba (impulso)
strettamente correlate tra loro, vanno ricercate sin
dall’inizio
dell’addestramento.
“…il
cavallo si sottomette e si equilibra poco a poco, fino a che
l’addestratore ottiene che egli lavori come da solo, senza
l’intervento continuo degli aiuti” ( N.
Oliveira)
Per chi vuole intraprendere l’addestramento di un cavallo
l’assetto è un prerequisito, poiché se
non si ha una posizione corretta in sella in equilibrio con il
movimento del cavallo, non è possibile applicare aiuti
precisi e distinti di mano e gambe (indipendenza degli aiuti). In
seguito, nell’addestramento avanzato la posizione del busto e
la ripartizione del peso sulla sella si sostituiranno quasi
completamente agli aiuti di mano e gambe.
- Utilizzare progressione e metodo
nell’apprendimento
Partire con l’insegnare le cose più semplici e
confermarle prima di passare a quelle via via più
complesse. Programmare una successione di esercizi che preparino il
cavallo muscolarmente e psicologicamente ad eseguire con
facilità una progressione di difficoltà nel
lavoro. Il cavallo ha bisogno di tempo per capire come rispondere
sempre meglio ai nostri aiuti e per ginnasticare la sua muscolatura
agli esercizi richiesti in modo da eseguirli in scioltezza. Il
cavaliere deve sapere chiedere correttamente e cessare la richiesta nel
momento in cui il cavallo inizia a dare la risposta attesa,
ricompensandolo. Il cavallo apprende attraverso la ripetizione e la
discesa degli aiuti al momento opportuno, rinforzata da una carezza,
una pausa di lavoro, uno zuccherino. La ricompensa chiarisce che la
richiesta è stata assolta e permette di recuperare il
rilassamento da parte del cavallo. Utilizzando dei cicli
esercizio-ricompensa, il cavallo si allena ad apprendere. I cavalli
imparano in una maniera logica e progressiva ed hanno molta memoria
(anche per le esperienze negative!).
“Domandare spesso,
accontentarsi di poco, ricompensare molto” (Faverot de
Kerbrech)
- Separare gli aiuti di mano e gamba. ”Mani senza gambe,
gambe senza mani”(F. Baucher).
E’ importante fare una richiesta per volta, utilizzando un
aiuto per volta, in modo da non creare confusione e rischiare
contraddizione con più aiuti contemporaneamente. Se uso le
gambe per chiedere al cavallo di avanzare lascio le mani tranquille
verso la bocca concedendo al cavallo di avanzare; per chiedere uno
spostamento laterale chiederò al cavallo prima di rallentare
con un aiuto di mano e assetto e poi chiederò lo spostamento
delle anche con un aiuto di gambe. In una fase di addestramento
più avanzato quando gli aiuti saranno chiari e la risposta
ad essi immediata potrò combinarli per ottenere
l’esecuzione di esercizi più complessi.
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