Oliveira

 
 
  Nel XX sec. la tradizione classica francese viene studiata e interpretata dal portoghese Nuno Oliveira (1925-1989), universalmente considerato l’ultimo dei grandi maestri dell’equitazione. Della pratica della sua Arte Equestre ci ha lasciato una serie di scritti nei quali trasmette la strada da seguire per arrivare ad un’equitazione basata sulla leggerezza e su una migliore relazione tra uomo e cavallo: Note sull’insegnamento, Riflessioni sull’arte equestre, Principi classici dell’arte di addestrare il cavallo, Giovani cavalli-giovani cavalieri, Proposta di un vecchio écuyer ai giovani écuyers, Ricordi di un écuyer portoghese.
 Oliveira   
  Oliveira attinse da diverse sorgenti dove predominano i principi e la filosofia di La Guérinière e si distinguono elementi di ispirazione baucherista. Per ottenere la sottomissione e l’equilibrio del cavallo si serve di metodi razionali e dolci, si preoccupa della ricerca dell’impulso sin dall’inizio dell’addestramento, per ammorbidire il cavallo e prepararlo alla riunione utilizza la spalla in dentro, le mobilizzazioni laterali e le transizioni. La mano non è mai in opposizione con la gamba, ricerca la decontrazione della bocca e la messa in mano tramite le flessioni dell’incollatura, prepara il cavallo agli esercizi richiesti in sella con il lavoro a piedi.

 
  Oliveira ha addestrato con singolare disinvoltura innumerevoli cavalli di ogni razza fino alle più grandi difficoltà dell’alta scuola ed esprimendo quell’intesa armoniosa con il cavallo da paragonare  l’equitazione alla danza. Alla sua esperienza e alla sua abilità si aggiungono una sensibilità e un tatto che rivelano l’artista autentico. Facendo un confronto tra Oliveira e i grandi cavalieri dell’epoca Michel Henriquet dice di questi ultimi: ”Ho conosciuto professionisti con grande esperienza, maestri nel modo di regolare i movimenti e di incanalarli in forme rigorose. Ho visto trionfare metodi duri e radicali per arrivare alla sottomissione incondizionata e alla perfezione geometrica, sempre a detrimento della scioltezza, della brillantezza e della finezza, in una parola del trionfo del bello”.
 
 
Contatti: Roberta Camoni -