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Un maestro dei nostri tempi:Karl
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Philippe Karl è cavaliere, artista, preparatore e
maestro di cultura straordinaria e di grande esperienza.
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Attualmente da considerarsi il migliore, almeno in Europa. Il suo
ideale estetico è la “leggerezza” del
cavallo in movimento, da ricercarsi sia in piano sia nel corretto stile
sull’ostacolo. Nel 1985 viene invitato ad entrare nel Cadre
Noir, in seguito ad una conferenza, tenuta ad un corso allievi
istruttori presso la Scuola Nazionale di Equitazione di Saumur, in
merito ad uno studio sulla ginnastica completa del cavallo da sella,
dove concilia il rispetto dei valori tradizionali
dell’equitazione classica con la finalità pratica
del salto ostacoli moderno.
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Per 12 anni partecipa, con il suo stallone Odin, a tutte le
presentazioni del Cadre Noir, in Francia e all’estero,
presentando una evocazione storica dei grandi maestri del passato: la
scuola di A. de Pluvinel (tra la fine del ‘500 e
l’inizio ’600) e in seguito Monsieur Cordier (prima
metà del 1800), primo écuyer en chef del Cadre
Noir, nonché tutto il lavoro di Alta Scuola a redini lunghe
e la “reprise” degli écuyers
all’ostacolo. Nel 1998 lascia la Scuola di Saumur per
dedicarsi ai suoi allievi e all’addestramento dei propri
cavalli. Attualmente ha strutturato una serie di corsi per istruttori,
l’”Ecole de
Légèreté”, in Germania,
Svizzera e Italia. Tali corsi rappresentano una sintesi originale degli
apporti dei più grandi maestri (La
Guérinière, Baucher, L’Hotte, ecc.) e
della conscenza del cavallo (anatomia, fisiologia, equilibrio,
locomozione, etologia, ecc.). Karl si rivolge all’equitazione
moderna proponendo un metodo con principi e procedimenti chiari e
coerenti con la natura fisica e morale del cavallo, attingendo dai
classici ciò che di meglio hanno saputo proporre.
Rivela un profondo rispetto per il cavallo e condanna il Dressage
moderno troppo coercitivo e violento, oltre al sistema di giudizio
nelle competizioni alquanto accondiscendente al
“sistema” attuale.
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Tramite uno studio progressivo di lavoro insegna ad ottenere dal
cavallo l’esecuzione di esercizi via via più
difficili con facilità, senza forzature. Insegna come
ottenere un cavallo nella mano, mantenendolo decontratto; insegna la
leggerezza degli aiuti e a considerare l’intelligenza del
cavallo; insegna come raggiungere l’armonia tra cavallo e
cavaliere. Ispirato dai testi classici e attraverso
un’analisi personale sulla locomozione del cavallo e
l’utilizzo degli aiuti del cavaliere ha messo a punto una
progressione di lavoro tale da mettere il cavallo
nell’attitudine ideale per compiere l’esercizio
richiesto con profitto. Quando la ginnastica del cavallo segue le leggi
naturali della sua locomozione, il cavallo libera e migliora i suoi
movimenti e risponde ad aiuti del cavaliere sempre più fini.
E’ un’equitazione che diventa facile per il
cavallo, ma molto impegnativa per il cavaliere. Il suo metodo ha
risultati su cavalli di qualsiasi razza, anche con conformazioni
fisiche non ideali e meno dotati per la riunione.
E’ un vero maestro poiché si impegna a FAR CAPIRE
ai suoi allievi, senza risparmiarsi nel trasmettere il suo SAPERE.
Non considera il Dressage una disciplina specialistica, ma una
educazione e una ginnastica che se correttamente concepita sta alla
base di qualsiasi disciplina equestre e ne migliora le prestazioni. La
maggior parte dei suoi allievi italiani sono cavalieri e istruttori che
si dedicano al salto ostacoli.
In Italiano sono stati tradotti due suoi testi autorevoli:
“L’impiego delle redini lunghe” e
“Una certa idea di dressage – Odin a
Saumur”. Ha prodotto inoltre una videocassetta sul lavoro
alle redini lunghe “Longues renes” e quattro DVD-
videocassette intitolati “Classical Dressage”.
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