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Sull’Arte Equestre
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Ecuyer
è definito quel cavaliere che sa addestrare un
cavallo, condurlo con precisione e rendersi conto dei mezzi che gli
hanno procurato questi risultati; in poche parole è
così definito quel
cavaliere che sa fare
dell’equitazione un’arte.
L’Arte Equestre
nasce con il Rinascimento Italiano, dove
nelle Accademie si ricercava la RIUNIONE, necessaria sia per conferire
al cavallo l’istantanea mobilità in tutte le
direzioni durante il combattimento, sia per ragioni di ordine puramente
estetico (equitazione di corte) al fine di ottenere la stilizzazione
delle andature, lo sviluppo del ritmo e dell’armonia dei
movimenti fino al più alto grado di perfezione stilizzata
nelle arie di Alta Scuola. Le arie basse sono il passage, il
piaffer, il
galoppo riunito, i cambiamenti di mano, la volta e la
mezza-volta ad una pista e a due piste (spalla in dentro, travers,
renvers, appoggiata), la passade,
la pirouette, il terre
à
terre. Le arie alte sono i salti come la pesade, la
courbette, la
croupade, la capriole.
La Guérinière
ci esorta a tener conto della
teoria nell’Arte di montare a cavallo, se ci si vuole
avvicinare alla perfezione: “Senza
questa teoria la pratica
è sempre incerta……….La
teoria ci insegna a lavorare seguendo buoni principi e questi principi,
lungi dall’opporsi alla natura, devono servire a
perfezionarla con l’aiuto dell’Arte.”
Oltre agli aspetti tecnico- teorici e alla loro corretta applicazione
è indispensabile al cavaliere riconoscere il carattere e la
personalità del cavallo: “La
conoscenza
dell’indole di un cavallo è uno dei primi
fondamenti dell’Arte di montarlo”.
Secondo Baucher,
l’arte in equitazione non consiste solo nel
mostrare le felici qualità fisiche e morali di cui la natura
ha dotato il cavallo, ma nel riuscire a rimediare, attraverso
l’addestramento, ai difetti di conformazione che
la selezione
delle razze ha conferito a molti cavalli.
Il Gen. L’Hotte
definisce l’equitazione come
l’arte di
governare le forze muscolari del cavallo,
poiché il buon impiego dell’azione muscolare
permetterà la buona distribuzione del peso del cavallo.
Forza muscolare e peso del cavallo sono i due elementi che permettono
di governare i movimenti. Per ottenere la padronanza della potenza
muscolare del cavallo occorre sposare intimamente l’impulso
con l’elastica flessibilità delle molle.
Nella ricerca
della perfezione nel funzionamento delle molle si devono
plasmare e accordare i muscoli nella loro azione combinata attraverso
due essenziali applicazioni:
- il RAMENER (= flessione della nuca data dalla
flessibilità delle molle dell’estremità
anteriore – testa e incollatura – e
dall’elastica rispondenza della mascella alla minima azione
della mano del cavaliere), caratterizzato dall’attitudine
sostenuta e dall’elasticità che deve presentare
l’estremità anteriore nelle sue diverse parti per
assicurarne il buon funzionamento;
- la RIUNIONE, caratterizzata dalla flessibilità
delle
anche, che provoca l’avanzamento dei garretti sotto la massa.
“In equitazione, l’arte
del saper fare, dominio
dell’artigiano e
l’arte oggetto
dell’estetica, dominio dell’artista, si
incontrano…. Ma è solo
nell’Alta Scuola
e qualche volta nello sport che l’equitazione può
evocare il sentimento del bello, che è proprio
dell’arte” (Licart)
“L’arte
equestre si coniuga così con
l’arte coreografica e l’Alta Scuola con la danza
classica” (Decarpentry).
Per Mangilli
l’equitazione eccelsa è un insieme di
scienza e arte: il cavaliere completo deve associare lo studio e la
riflessione delle conoscenze tecniche e scientifiche al suo senso
artistico, espressione di sensibilità e intuito,
che
fornisce al cavaliere la possibilità di agire con ogni parte
del suo corpo seguendo una infinita gamma di intensità delle
finezze, nel controllo degli equilibri e nel non lasciarsi sfuggire
alcuna eventuale contrazione o rilassatezza.
Senza amore non ci può essere arte:
“L’arte
è la sublimazione della tecnica
attraverso l’amore” (Oliveira).
Per Karl
l’equitazione è, come nell’arte
della coreografia, la
ricerca della “difficile
facilità” da cui nasce il bel gesto e
necessita,
come nella danza, di una tecnica irreprensibile.
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