La qualità dell’addestramento

   
 
  Con l’addestramento ricerco l’espressione massima dei mezzi del cavallo, indipendentemente dalla razza o dalla sua attitudine. Il metodo di addestramento che utilizzo segue principi classici che rispettano la natura del cavallo, ossia la sua psicologia, la sua conformazione fisica, la sua meccanica di locomozione, la sua fisiologia.
Non mi servo di attrezzature che impongono un determinato atteggiamento al cavallo (redini fisse, redini di ritorno, chiudi bocca ecc.), ma semplicemente di un linguaggio degli aiuti coerente e di una serie di esercizi con una progressione ben definita che portano il cavallo all’atteggiamento desiderato e a compiere un movimento voluto con facilità.
Spesso mi capita di lavorare con cavalli che manifestano difese, si impennano o si rifiutano di avanzare, e scopro dopo aver indagato sulla loro storia che si tratta di cavalli che associano il lavoro al dolore fisico e all’ansia, perché costretti ad assumere un atteggiamento scorretto dell’incollatura e della schiena, portati ad eseguire un determinato lavoro senza essere sufficientemente preparati.  La cosa certa è che un cavallo che non capisce le richieste del cavaliere, che ha paura delle sue azioni o che sente dolore nell’esser montato non può muoversi in scioltezza ed equilibrio e non può rispondere con rilassatezza e disponibilità alle richieste del suo addestratore.
Al contrario dei metodi impositivi, generalmente adottati per incompetenza o per velocizzare i tempi di addestramento, il metodo che utilizzo preserva l’integrità fisica e morale del cavallo, mira a preparare la muscolatura e le articolazioni del cavallo a compiere determinati sforzi, crea una complicità e unione di intenti tra cavallo e cavaliere, che si può evidenziare nella maggiore scioltezza e armonia dei movimenti del binomio o nella facilità di esecuzione di un percorso ad ostacoli.
Salto siepe   
  Salto siepe  Per questo tipo di equitazione, come in tutte le discipline, è richiesta una buona conoscenza e capacità tecnica  da parte del cavaliere. Come dice il maestro Karl - esiste una equitazione difficile per il cavaliere ma facile per il cavallo e una equitazione facile per il cavaliere e difficile per il cavallo - ; nel secondo caso non tutti i cavalli riescono ad esprimere al meglio le loro potenzialità e il cavaliere deve ricorrere all’uso di attrezzature particolari e di forzature per ottenere quello che si attende dal cavallo. L’equitazione classica, attraverso una maggior conoscenza della natura, della conformazione e della locomozione del cavallo, tende a ridurre al minimo gli strumenti alla ricerca di una equitazione più naturale, dove la forza viene sostituita dalla ragione.  
  L’obiettivo dell’addestramento è quello di rendere il cavallo morbido, elastico, simmetrico nel movimento, in equilibrio a tutte le andature, preciso nel disegno delle figure, mobile in tutte le direzioni, attento e pronto a rispondere ad ogni minima richiesta del cavaliere. L’Arte Equestre si realizza in un cavallo che esprime tutta la nobiltà, l’eleganza e l’armonia di movimento di cui è capace sotto un cavaliere discreto e fine. Questa arte ci è stata tramandata, attraverso gli scritti, dai grandi maestri del passato (Vd Cenni storici) che hanno dedicato la loro vita alla ricerca dei giusti procedimenti per ottenere il massimo della perfezione e dell’armonia.  
 
Contatti: Roberta Camoni -